In conclusione: sacrosanto un approccio critico al caso WikiLeaks, che presenta non pochi elementi problematici. Tuttavia, caro Hulsman, se qualcuno «ha danneggiato, e in maniera grave, la giusta causa di un governo più trasparente», ben più di Assange, sono i giornalisti che invece di considerare la vicenda in tutta la sua complessità hanno preferito delegittimare WikiLeaks e il suo fondatore a suon di articoli infarciti di mezze verità e omissioni. Non ultima quella riguardante Bradley Manning, la presunta fonte dei documenti più scottanti (anche se per Hulsman, tutto sommato, non è che dicano chissà che). Il 16 dicembre inizia il suo processo, nel silenzio dei media italiani e dopo oltre 500 giorni di prigionia – di cui buona parte trascorsi in condizioni non consone a una democrazia. E se fosse questa, la vera «tragedia»?

Basta falsità e omissioni contro WikiLeaks. « ilNichilista

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