È qui che dico che io non appartengo a una vecchia sinistra. Non m’illudo che si possa affrontare questa crisi con un ritorno a ricette del passato. Il XX secolo è davvero finito per sempre, il comunismo appartiene a quel secolo. La fase che attraversiamo mi ricorda un celebre detto di Antonio Gramsci, che si può parafrasare così: il vecchio ordine sta morendo, ma un nuovo ordine non è ancora nato, questo è il momento in cui possono apparire dei mostri. Ecco, io non ho un’idea chiara di quel che sarà il nuovo ordine. Qualcosa di nuovo nascerà, ma non possiamo sapere quali caratteristiche avrà. La mia diagnosi è pessimista: il capitalismo è in una crisi vera. Ma ho osservato con preoccupazione ciò che può accadere come reazione alle crisi, per esempio l’orribile ascesa di una destra xenofoba in tutta l’Europa dell’est. In questi tempi di confusione c’è bisogno di qualche ancora di stabilità morale. Vedo che l’Europa tecnocratica sta franando, ed è accerchiata da ambo i lati: l’ascesa della destra, e i nuovi movimenti di sinistra. Ma se la sinistra non propone un nuovo progetto, vedremo nuove forme di capitalismo autoritario. Non penso al ritorno dei fascismi, semmai a delle forme di edonismo liberale, autoritarismo soft alla Berlusconi, ammantate di una sorta di buddismo occidentale

Zizek: Crisi del capitalismo, rischi autoritari e utopie possibili - micromega-online - micromega

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  1. postato da tigella